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EDITORIALE
Ogni mese il DVD che nasce ha la sua storia, imprevedibile. Quando Ghana Coop mi ha invitato in Africa pensavo di andare a fare un servizio per una pagina del DVD, non certo di creare uno speciale Ghana. Mi sono ritrovato invece immerso in un mondo pieno di fortissime emotività. E’ stato tutto quasi surreale, ma me ne sono reso conto solo rivedendo le ore che avevo filmato.
Un ritardo di 6 ore della KLM ci ha fatto perdere tutte le coincidenze e arrivare ad Accra alle 7 del mattino, dopo 26 ore di viaggio. Cancelliamo gli appuntamenti di oggi? No, assolutamente… Una doccia ed eccoci in giro nel caos del traffico di questa enorme città. L’organizzazione di Ghana Coop è stata disarmante in quanto efficienza. Avevo chiesto di incontrare gli artisti più bravi del Ghana e sono stato portato per mano da una casa ad un’altra, da uno studio radiofonico ad una galleria d’arte. Ho avuto solo pochi momenti di sconforto, stremato dalla fatica, dal traffico e deluso dall’aver visto un poliziotto che ci aveva fermato ed era salito in macchina solo per essere corrotto. Mi è bastato entrare, la prima notte, nella camera 8 del piccolo hotel per addormentarmi conscio di aver documentato materiale più che sufficiente per la pagina del DVD che pensavo di fare. Ho deciso allora di non opporre resistenza, di lasciarmi portare, di abbracciare e scivolare dentro l’anima di questa nazione africana. Senza giudicare, ma ascoltando. Sono stati giorni fantastici. Ho incontrato artisti che mi sono entrati nel cuore. Ho filmato mettendomi al servizio di chi poi avrebbe goduto di questo materiale. Sono sicuro che, quando vedrai il DVD, ti sembrerà di essere tu al posto mio e capirai forse tutto quello che ho capito io. Ho deciso di non mettere nulla del viaggio ad Elmina, il castello da dove venivano imbarcati per l’America gli schiavi che sopravvivevano alla feroce prigionia. Non c’era spazio sufficiente per raccontare bene questa storia. Lo farò un’altra volta.
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GHANA
50 anni dopo l’indipendenza, viaggio a casa di artisti combattuti tra l’essere modellati dal “mondo civile” e la ricerca delle proprie radici africane
Obuor, Black Coffee, Becca, Kwabena Kwabena, Batman Samini, Amandzeba, Shasha Marley, Rex Omar
Ho deciso di mettere, tra un’intervista e l’altra, momenti di viaggio, situazioni che sono felice di aver documentato e cameracar ripresi mentre andavamo da un appuntamento all’altro. Quando faccio le interviste sono sempre preparatissimo su chi sto per incontrare; era quindi stranissimo per me trovarmi di fronte ad artisti che non conoscevo e di cui non avevo sentito nulla. Già il primo giorno siamo entrati in una casa pensando di trovare un gruppo che non c’era. Ho visto che dei musicisti stavano suonando nel salotto ed ho iniziato a riprendere. Poi una bellissima cantante si è unita a loro. Era brava e ho filmato tutto, per scoprire che lei era Becca e che la canzone che ha fatto assieme a Kwabena Kwabena stava spopolando nelle radio. Quando Alex Okyeame, il DJ di Radio Gold, mi ha suggerito un artista, gli ho proposto di portarlo in radio e di intervistarlo insieme in diretta. Non immaginavo che mi sarei trovato accanto Batman Samini, fresco del MOBO (Music Of Black Origin), il prestigioso award che a Londra premia i migliori musicisti e cantanti africani…
Ho capito che gli artisti che ho incontrato, e forse l’intera Africa, sono ad un bivio: ci facciamo “prendere” dai miraggi di un continente che ci ha deportato come schiavi o rafforziamo le nostre radici? Sogniamo di guidare un’enorme jeep americana e di solcare il mare su barche bellissime o, come dice Amandzeba, in Africa se sei una celebrità devi essere con la gente?
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GHANABA
Lo sciamano, il Divine drummer che ha sconvolto il jazz americano per tornare nella foresta delle sue origini.
Mi avevano parlato molto di questo mitico percussionista, molto anziano, che aveva vissuto in America i tempi d’oro del jazz, alla fine degli anni ’50, assieme a Charlie Parker, Thelonius Monk, Billie Holiday, etc. Aveva realizzato lì il primo disco di jazz africano al mondo. Era poi rientrato in Ghana per diventare una sorta di sciamano. Ero curioso di incontrarlo. Così sono arrivato nella sua casa in mezzo alla foresta già con la telecamera accesa. Lui mi ha detto di spegnerla. Ci ha fatto togliere le scarpe per entrare in casa. Mi ha dato parecchi fogli che raccontavano la sua storia e, dopo averli letti, se ero interessato, allora poteva concedermi l’intervista. Ma dovevo tornare. Il pensiero di rientrare a mani vuote, con la videocassetta vergine e di dover rifare il lungo viaggio per arrivare da lui era già destabilizzante. Per di più, quando Shirley gli ha telefonato per dirgli che mi interessava sempre di più intervistarlo, la doccia fredda: “Vuole 5.000 dollari per l’intervista e 5.000 dollari per suonare”. Assurdo. Da non rispondergli neppure. Ma la soluzione più comoda non è mai quella giusta. Per cui ho detto di comunicargli che non solo non avevo quella cifra, ma che non avevo mai pagato nessuno per farsi intervistare, neppure Miles Davis. Però, per lui volevo fare un’eccezione. Premettendo che non doveva sentirsi offeso ma onorato, lo pregavo di accettare la cifra simbolica di 100 euro. Con la sorpresa di tutti, ha accettato. Dentro di me lo sapevo ed ero felicissimo. Quando siamo arrivati, lui ci ha sorpreso uscendo con due giovani neri dipinti nel volto. Uno portava in testa un vaso con dentro il fuoco. Mi ha preso talmente alla sprovvista che credevo di aver acceso la telecamera ma non era così. Ho perso un paio di minuti iniziali, nei quali lui continuava ad invocare: “Let’s rain peace”. Chiamava una pioggia di pace e, per magia, ha iniziato a cadere un sottile pioggerellina. Mi hanno detto poi, e lui me l’ha confermato, che tutte le volte che si esibisce fa piovere. Gli ho mostrato parte del filmato nel piccolo schermo della telecamera e ne è rimasto affascinato. Gli ho pagato la cifra pattuita, più altri 50 euro perché l’esibizione e l’intervista erano di gran lunga superiori ad ogni mia aspettativa. Gli ho ribadito che quella era la prima volta che pagavo qualcuno per farsi riprendere. Lui aveva gli occhi felici.
Ho filmato tutto, rapito dalla magia che avvolgeva come una nebbia colorata e non potevo non dedicare tutto questo spazio a Ghanaba. E’ lui la vera star di questo DVD. Va visto tutto d’un fiato, senza far scorrere le immagini velocemente. Questa è la vera Africa.
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GHANA COOP
Integrarsi in Italia mantenendo l’identità. Importare ananas, mango e aiutare il proprio villaggio, dando lavoro, portando luce e acqua.
Ecco un altro aspetto della vera Africa: il villaggio. Come mi faceva notare Chiara, non hanno luce o altre distrazioni e vivono solo di rapporti umani. Portare luce, con impianti fotovoltaici, e acqua potabile sono gli obiettivi di Ghana Coop. E’ la prima cooperativa di extracomunitari in Europa e forse nel mondo. Comprare il loro Miss Ghananas significa mangiare un ananas molto più sano di quello importato dalle multinazionali e aiutare una realtà che, a sua volta, alimenta le proprie radici e la sua gente. Visita il sito www.ghanacoop.it per conoscerli meglio.
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Come possono i paesi “ricchi” aiutare l’Africa?... che possiede il 60% delle risorse del mondo… Rispondono: Batman Samini, Obuor, Black Coffee, Kwabena Kwabena, Becca, Amandzeba, Praye, Ablade Glover, Shasha Marley, Ghanaba, Rex Omar
A tutti gli artisti che ho incontrato ho rivolto questa domanda: “Bono, Bob Geldof, in tanti stanno chiedendo ai capi di stato di aiutare l’Africa. Ma secondo voi, cosa dovrebbe fare il cosiddetto mondo ricco per aiutare l’Africa”. Anche perché noi, nella nostra presunzione, a loro non l’abbiamo mai chiesto. Le risposte sono diverse l’una dall’altra, ma tutte ci dicono che quello che noi crediamo sia giusto è in realtà sbagliato.
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Miti della Musica
Spazi Vitali, Vinylika, Makako Jump, Nanocaino
Da quando abbiamo fatto le due notti bianche al Roxy Bar, col Casting Miti della Musica Volkswagen, abbiamo anche aumentato lo spazio per gli artisti emergenti all’interno del DVD, inserendo pure le interviste, senza sacrificare l’opportunità di mostrare pure videoclip di artisti che non hanno spazio nelle TV musicali.
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IMAIE in difesa degli artisti
L’opinione di Rex Omar
Lui è il più “arrabbiato” degli artisti che ho incontrato in Ghana. Quando mi ha parlato della situazione in cui annaspa chi fa musica, sembrava parlasse di una realtà nostrana. Anche qui gli artisti non hanno spazi in radio o TV, anche qui le playlist sono frutto di accordi economici. Mi è sembrato perfetto inserire un africano nello spazio IMAIE.
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La Canzone
Ghanaba “Song Of The Shaman”
Mentre la stavo filmando, ho pensato che sarebbe stato giusto mettere l’esibizione di Ghanaba alle percussioni come canzone del mese. E’ il ritmo dei tamburi la vera essenza della musica africana. Poi, una volta entrati in casa, quando gli ho chiesto come mai tutte le volte che invoca la pioggia, quella scende, lui ha preso un flauto e ha improvvisato una musica che ha poi definito “La canzone dello sciamano”. Bello il sorriso con cui risponde silenziosamente alla mia domanda: “Perché sei il batterista divino?”
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Dal Bunker
Ogni mese, via internet, arriva un messaggio “delirante” dal bunker. Ogni volta, quando lo si apre, è una sorpresa.
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Backstage
Ci sono due momenti, entrambi divertenti. Uno documenta l’andirivieni di Black Coffee che è indecisa su cosa indossare per l’intervista e come sistemarsi i capelli. L’altro rappresenta uno dei pochi momenti in cui ho ceduto la telecamera a Chiara (che non aveva mai ripreso prima d’ora) dopo averle dato un paio di frettolose istruzioni. Ha documentato quando, affamato e incuriosito dallo strano cibo che preparavano, ho deciso di mangiare lì, in un villaggio dentro la città. Da notare come, quando ho detto che ero vegetariano, immediatamente hanno trovato una soluzione. In tanti ristoranti, anche rinomati, sono disorientati o mi propongono il culatello o la bresaola.
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Ciao
Grazie a Ghana Coop che mi ha coinvolto in questo viaggio straordinario. In particolare a chi mi ha accompagnato negli appuntamenti o li ha organizzati: Chiara, Charles, Enrico, Francis, Thomas e Shirley. Grazie a Teresa che cucina benissimo e al DJ Alex Okyeame di Radio Gold.
Red Ronnie
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