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Editoriale
“Che disastro sta succedendo al nostro paese… e pensare che era il paese della cultura e delle meraviglie”.
Questa frase, che mi hanno detto al telefono con voce accorata, ha amplificato un rumore che era già assordante dentro di me. E’ arrivata come conseguenza di una conversazione dove stavo raccontando un’ipotesi che ultimamente si sta facendo largo nei miei pensieri. Mi chiedevo come mai la musica e gli artisti fossero così bistrattati e perché i nuovi idoli fossero così ignoranti e non avessero contenuto, spessore. Improvvisamente ho capito che forse c’è una manovra dietro. Mi è tornata in mente una frase che Little Steven mi disse il 13 luglio 1990. Lui aveva iniziato la sensibilizzazione degli artisti contro l’Apartheid in Sudafrica, realizzando nel 1985 il disco “Sun City”, che vedeva la partecipazione di tante star (Bono, Dylan, Springsteen etc.). In seguito, con “Bitter fruit”, aveva denunciato il potere delle multinazionali nell’America Latina, con interferenze nei governi e nei colpi di stato, nonché nello sterminio di tanti indios. Chiesi a Little Steven se potevamo ancora fare qualcosa tramite la musica. Lui mi rispose:
"Vedi, non viviamo in una democrazia, ma sotto la dittatura delle multinazionali. Cosa fanno questi dittatori? Praticamente sono i padroni di tutti gli uomini politici, li mettono al potere, poi li tolgono, tanto che differenza fa? Non cambia niente. La destra e la sinistra sono sempre la stessa cosa. Però, alcuni anni fa si sono fatti furbi e hanno cominciato a comprare i mezzi di comunicazione. Adesso c'è pochissima libera informazione, forse la tua trasmissione è l’unica. Quindi anche i mezzi di comunicazione sono controllati da questi dittatori. Chi è ad avere accesso ai mass media? Dov'è quel piccolo punto in cui la verità può trapelare? Viviamo in una società che ama le celebrità. Ed è l'unica imperfezione di questo genere di dittatura. La gente ama gli eroi, gli uomini di spettacolo e allora noi riusciamo ad entrare nei media e non possono impedircelo. Hanno bisogno di noi, ma una volta entrati, se ci rendiamo conto di quello che succede, se ci siamo informati bene, se accettiamo le nostre responsabilità, allora possiamo dire la verità. Siamo gli unici a poterlo fare all'interno dei mass media. Di conseguenza è nostro dovere. D'accordo, non puoi cambiare il mondo, ma forse puoi cambiare qualche piccola cosa, almeno bisogna provarci”.
Per questo gli artisti, quelli “impegnati”, non sono mai stati visti bene dalle autorità. Non è un mistero che fossero spiati e che, negli anni ’70, abbiano cercato di annientarli attraverso le droghe. Il recente documentario di David Lean e John Sheinfield ha raccontato una storia che già si sapeva da tempo: John Lennon era spiato dalla CIA perché la sua lotta per il pacifismo in una nazione guerrafondaia come gli Stati Uniti faceva paura. C’è addirittura chi sostiene che Lennon sia stato ucciso dalla CIA, “utilizzando” un fanatico… come sono state distrutte le due torri del World Trade Center per giustificare una guerra in Irak.
Al di là di questa fantapolitica (poco fanta), rimaneva il problema di imbrigliare questi rompiscatole di artisti (vedi Bono o Geldof che bacchettano le mani ai politici che non rispettano gli impegni con l’Africa o Jovanotti che sul palco di Sanremo canta per far cancellare il debito dei paesi poveri). Quale miglior soluzione che togliere importanza agli idoli “pensanti” e creare nuovi idoli non pensanti? Ecco quindi distrutto il potere della musica, ridotta a mero prodotto di poco valore, visto che te la puoi scaricare gratis in gran quantità su internet. Ecco MTV avvalorare la debacle della cultura. Ed ecco pronti i nuovi idoli per far sognare le masse (calciatori, veline e Paris Hilton) e TV e notiziari pieni di gossip, anzi, VUOTI di gossip e pettegolezzi, per far sognare i ragazzi sul nulla. E tutti gli artisti, con qualcosa da comunicare, relegati all’oblio, nell’ombra di radio, televisioni e giornali che li ignorano. Mi piacerebbe incontrare nuovamente Little Steven per chiedergli: e adesso cosa facciamo? Immagino la sua risposta: andare avanti, incuranti se stiamo parlando a pochi.
Cosa c’entra tutto quello che ho scritto finora con Cristina D’Avena o questo DVD? Qui c’è verità, realtà. Ogni pagina ti porta a contatto con un artista, ti dà la sensazione di essere lì, senza nessun filtro. Di volta in volta sei al Roxy con Cristina, cammini per le strade di Napoli, mangi e ascolti il disco con Gragnaniello, entri nel quartier generale di Cecchetto e ti siedi davanti a lui, vai a Valencia nella base di Mascalzone Latino o a casa del fotografo De Biasi. Con semplicità. Dialoghi con questi artisti e hai l’opportunità di ascoltare, pensare e crescere. Tutto questo non è più possibile in TV. Lì rappresenti solo un “target”, un bersaglio, da colpire per venderti prodotti e inquinarti con falsi miti e modelli di vita.

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CRISTINA D’AVENA
Evento al Roxy Bar per i suoi 25 anni con i GEM BOY
Da tempo pensavo che Cristina avrebbe dovuto esibirsi con un gruppo rock. Ne avevamo parlato, ma non succedeva nulla… fino al giorno in cui Clarissa, sua sorella, ha portato i Gem Boy al Roxy Bar. Loro hanno manifestato il desiderio di fare un concerto con Cristina. Il resto è in questo DVD. I giorni di prove al Roxy Bar, la preparazione di un evento, che ha visto tantissime persone arrivare da ogni parte d’Italia, la preoccupazione perché molti sono rimasti fuori. Per un attimo abbiamo anche pensato di fare due concerti nella stessa sera, ipotesi scartata perché sarebbe stato impossibile far uscire quelli che già erano dentro al Roxy per far posto a chi aspettava fuori. Indubbiamente è stata la serata con più successo di un’intera stagione del Roxy. Ha dimostrato quanto Cristina D’Avena abbia dato, a tanti bambini, soli davanti alla televisione, con le sue canzoni. Per questo, d’accordo con Lodola, le abbiamo consegnato il Gandhi 9.11. E’ un riconoscimento che assegniamo a chi porta la pace, a chi lavora per quello e Cristina l’ha data a tanti bambini che, una volta cresciuti, non hanno dimenticato e hanno dentro per sempre il benessere che ricevevano da tante sigle di cartoni animati, imparate a memoria e indelebili nel loro cuore.

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ENZO GRAGNANIELLO
L’erba cattiva di Napoli da Piazza Plebiscito ai Quartieri Spagnoli, tra vita, morte, reincarnazione, maghe, mantra e friarielli
Enzo è una persona incredibile. Parlare con lui ti porta in un mondo dove non esistono barriere. Ti senti libero di sognare, imparare, ridere. Questa volta lo incontriamo in Piazza Trento e Trieste, accanto a Piazza del Plebiscito, nel bar del Professore (quello vero), per poi incamminarci su, nei quartieri spagnoli, e salire fino al suo appartamento. Le elucubrazione che fa davanti ad un piatto di friarielli sono un capolavoro di comicità profonda che solo lui ha. Poi ascoltiamo insieme alcune canzoni dell’album capolavoro che ha appena pubblicato, “L’erba cattiva”.

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CLAUDIO CECCHETTO
25 anni dopo, “Gioca Jouer” va nel mondo. News dal quartier generale
Nel suo ufficio rotondo non vede l’ora di mostrare la parte di filmato che ha già realizzato per i 25 anni della sua canzone che sta per sbarcare anche in Cina. Ha mandato una troupe a riprendere nei luoghi caratteristici di ogni paese gente locale che canta il “Gioca Jouer”. Poi parliamo di tante altre cose che sta facendo. Penso che ogni tanto andremo a trovare questo genio per farci raccontare cosa sta combinando.

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MATTHEW LEE
50 anni dopo, la follia del Rock’n’Roll è sempre incandescente
L’ho incontrato un paio di anni fa nelle Marche, in una rassegna di artisti emergenti. Impossibile non notarlo. Mi sembrava di avere di fronte la follia e la bomba di energia di Jerry Lee Lewis, tornato ragazzino. Con me c’era Maurizio Dinelli, manager dei Nomadi. Alcuni giorni dopo mi ha detto che voleva fargli fare un disco. Così è stato. Matthew è venuto un paio di volte a suonare al Roxy Bar. Ha anche girato un videoclip nel vecchio studio dove registravo le presentazioni del DVD.

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MASCALZONE LATINO
Sogni di ragazze nella base del Team vincitore morale dell’America’s Cup
Sono andato a Valencia perché da anni sono amico di Vincenzo Onorato e Lara. Ho accompagnato Massimo Mazza, Direttore Generale di Volkswagen Italia, che saliva come 18° uomo in una regata. La coincidenza ha fatto sì che anch’io potessi fare una regata, peraltro contro Team New Zeland. Ho incontrato Cristiana Monina, lì per fare la cronaca delle regate per La7. L’avevo conosciuta al Tim Tour del 2001. Visto che non ho potuto riprendere nulla durante la regata, ho deciso di dare spazio alle donne in un mondo maschile come la vela. Purtroppo la sorte di Mascalzone Latino è stata segnata soprattutto dal fatto che, essendo in Spagna, doveva essere Desafio, la barca spagnola, ad accedere alle semifinali.

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Miti della Musica live@RoxyBar
Alex Grande, Vega’s, Spaccailsilenzio!
In attesa delle riprese del nuovo Casting al Roxy Bar, ecco alcuni video e gruppi registrati dal vivo al Roxy. Ci sono anche i Vega’s, vincitori del 2° Trofeo Miti della Musica Volkswagen nel Motor Show 2006. Hanno di recente vinto il concorso del 1° maggio e si sono esibiti in TV al concerto di Piazza San Giovanni a Roma.

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MARIO DE BIASI
A casa del maestro della fotografia italiana
La fotografia è considerata sempre di più una forma d’arte. Entrare nel mondo di un fotografo è un qualcosa di magico, soprattutto se ha 84 anni, una incredibile storia alle spalle e continua a fare esperimenti con la sua macchina fotografica, divertendosi anche a dipingere. De Biasi è definito il Maestro della fotografia italiana. Ha una personalità disarmante per quanto è forte. Parla di se stesso in terza persona, come se non raccontasse la sua storia, ma quella di qualcuno che lui stesso rispetta.

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La Canzone
GIANLUCA GRIGNANI e MATTHEW LEE “Blues Jam @ Roxy Bar”
Mentre Matthew Lee faceva le prove al Roxy Bar, Gianluca Grignani non ha resistito ed è salito sul palco a fare lancinanti assoli di chitarra. Fortunatamente abbiamo registrato quelle prove, che credevo rimanessero un episodio unico. In realtà, la sera, mentre Matthew si scatenava sul palco, Gianluca non ce l’ha fatta e ha chiesto al chitarrista di cedergli il posto. Basta vedere la faccia sorpresa che fa Matthew Lee quando si accorge che ha alle spalle Grignani. Ne è uscita una jam che mettiamo integrale, perché spontanea e mostra un Grignani, come mai lo si è visto, infiammare una bianca Fender Stratocaster.

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IMAIE in difesa degli artisti
L’opinione di Claudio Cecchetto
Claudio è forse la mente più lucida che possa analizzare la situazione attuale della musica, perché è tanto pratico quanto entusiasta del suo lavoro e perché ama scoprire sempre nuovi talenti.

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Dal Bunker
Questa volta l’amico del bunker è un po’ arrabbiato. Ma sta diventando un esperto di tecnologia, visto che invece di inviare un VHS ha spedito le immagini via internet.

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Backstage
Cristina D’Avena
Ecco la documentazione della giocosità e dello spirito con cui sono state fatte le prove al Roxy Bar per il concerto evento. Cristina ha diretto un team che, fin dal primo giorno, è parso perfettamente affiatato. C’è anche tutta l’emozione che c’era poco prima del concerto. Per quanto cercassimo di sdrammatizzare, ci rendevamo conto che era un qualcosa di completamente nuovo.

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Ciao
E’ importante ricevere un feedback sulle emozioni che questo DVD genera. Per questo, mi aspetto di leggere la tua e-mail che puoi mandare a redronnie@roxybar.it

Red Ronnie