Presentazione dei Contenuti
Pagina 1 - Editoriale
Hai tra le mani un qualcosa di assolutamente nuovo e rivoluzionario. Infatti, non esiste ancora, nel mondo, nessuna rivista fatta interamente in DVD, che inaugura l'editoria elettronica. Era un'idea che avevo da anni, ma non riuscivo a trovare qualcuno che ci credesse come me. Quando ne ho parlato con Marco Duradoni, della General Video e della Cecchi Gori Home video, mi ha detto una frase che mi ha colpito: "In un regime culturale, l'ultima libertà rimasta è il DVD". Ha capito immediatamente lo spirito di questa iniziativa.
Io ho sempre cercato di dare voce a chi non ce l'ha. Ho resistito fino a che l'ultima roccaforte di libertà, Videomusic, non è stata spazzata via nell'indifferenza totale, sia politica che dei media. La gente no, quella se n'è accorta, e come! Televisivamente, mi sono rifugiato nella riserva indiana di Jimmy, su SKY, dove ogni settimana va in onda il programma "Cosa succede in città" e la replica di una puntata storica del "Roxy Bar". E adesso c'è questo DVD, che uscirà ogni mese in edicola e nella catene di negozi specializzati. L'ho riempito di emozioni vere fino all'ultimo minuto tecnicamente possibile.
Debbo confessare un mio smarrimento di fronte a questo DVD. Ho la stessa perplessità che avevo quando vidi la prima puntata di "Bandiera Gialla" su Italia 1, che scivolò via, con la sua semplicità. O quando partimmo col Roxy Bar su Video Music, senza applausi finti o litigi in un mare di televisione urlata. Oggi, nel mezzo di un bombardamento con effetti speciali, in edicole che scoppiano di prodotti e gadget, uscire con questo DVD semplice, ordinato, pieno di umanità, senza diavolerie tecniche è un azzardo che mi lascia perplesso, anche se mi eccita.
Certo, è bello scrivere frasi come: "Dare voce a chi non ce l'ha" e poi iniziare con Vasco Rossi, che in questo momento non ha certo bisogno di apparire o di spazi dove esprimersi. Però, un Vasco così non si è mai visto. Lui comunica con le canzoni ed è restio a farlo con le parole. Qui, invece, uniamo le due cose. Ci siamo ascoltati insieme il disco "Buoni o cattivi" e ne è uscito un lungo momento di grande intensità. Tanto lungo, un'ora e mezza, che l'ho spezzato in due parti, dividendo il disco in due lati, com'era il vinile. Qui c'è la prima parte. Il mese prossimo la seconda.
Vasco è stato l'artista numero 1 assoluto nell'anno appena trascorso e "Buoni o cattivi" il disco per eccellenza. Così, questo 1° DVD "Roxy Bar" prende spunto dalla divisione tra buoni e cattivi.
C'è Edoardo Bennato, che aveva fatto un disco "Buoni e cattivi addirittura nel 1974.
Ci sono i cattivi: quegli artisti accusati di aver scritto testi che avrebbero avuto influenze negative sui ragazzi, come Mick Jagger dei Rolling Stones o Lou Reed dei Velvet Underground, commentati da David Bowie e osteggiati da Gianni Rivera.
Ma il "cattivo" in assoluto è sicuramente Marilyn Manson. E' stato additato come responsabile dell'uccisione della suora in Italia o del massacro all'università di Columbine in America, dal quale Michael Moore ha preso spunto per realizzare il documentario "Bowling a Columbine", con cui ha vinto l'Oscar. I dischi di Manson sono considerati il vero male di questa società.
Buoni sono quei ragazzi che credono nella musica, nonostante il fatto che non abbiano spazi, né nei locali per suonarla dal vivo, né in una discografia che oggi non ha la forza per aiutarli. Per loro abbiamo creato l'iniziativa Miti della Musica.
Buono era sicuramente il fumettista Andrea Pazienza. Aveva un animo dolce che contrastava con il cinismo che a volte manifestava nelle storie che disegnava.
Buoni sono gli artisti che hanno dato origine al Blues, su cui Wim Wenders ha fatto un film straordinario: "L'anima di un uomo".
Che Guevara era buono o cattivo? Per l'America latina è l'uomo nuovo, la stessa America che lui, da giovane, ha percorso in motocicletta con l'amico Alberto Granado. Dal libro su questo viaggio è stato tratto un film che l'anno scorso ha rappresentato il boom più eclatante, perché inaspettato.
E' dedicata a Che Guevara anche la canzone di questo DVD, "Son los sueños todavia", del grande artista cubano Gerardo Alfonso.

Pagina 2 - Vasco Rossi
Ho intervistato tantissime volte Vasco, nel corso di venti anni. Quando siamo riusciti, mi è sempre piaciuto ascoltare insieme a lui i suoi nuovi dischi. Vasco è uno dei pochissimi artisti che "sono" come "creano". C'è un'identità impressionante tra uomo e artista. Per questo, racconta le sue canzoni con una verità tale che non puoi non amarle tutte, perché sono tasselli essenziali di un artista che non si è mai risparmiato e non ha mai fatto nulla di "furbo" per vendere una copia in più di un suo disco o portare uno spettatore in più ai suoi concerti. Vasco è disarmante per la sua onestà. L'enorme, straripante successo che sta avendo è di buon auspicio in questo mondo dove "apparire" è molto più comodo che "essere". Con Vasco abbiamo ascoltato il CD "Buoni e Cattivi" quando doveva ancora uscire. Le due ore che abbiamo registrato sono un documento straordinario che è diventato ulteriormente importante, visto il boom che il disco e i concerti hanno avuto. Quelli che hanno visto questa intervista sono rimasti magnetizzati per tutta la sua durata.

Pagina 3 - Buoni o Cattivi?
Quanti cantanti o gruppi sono stati accusati di essere un cattivo esempio per le varie generazioni! In Italia, sicuramente Vasco Rossi. O Mick Jagger e i Rolling Stones. Mick, nel 1967, fu anche arrestato per possesso di droga; fu poi prosciolto da un giudice che lo ha richiamato alla responsabilità, in quanto esempio per una generazione di ragazzi che si identificavano in lui. Nel 1990, Gianni Rivera, ex-calciatore del Milan e deputato, presentò addirittura un'interrogazione parlamentare per cercare di impedire il tour dei Rolling Stones, perché spingevano i giovani verso la droga. Stessa accusa è stata rivolta a Lou Reed, che nei Velvet Underground cantava "Heroin" o "I'm waiting for my man", e l'uomo che stava aspettando nella canzone era il suo spacciatore". David Bowie descrive invece quanto di buono, socialmente, ha fatto il rock.

Pagina 4 - Edoardo Bennato
Edoardo è esattamente come la gente immagina sia un vero artista. Vive in un mondo di creatività perenne. Pensa e agisce in continuazione. Esplora vari mondi, con una curiosità e con occhi da bambino. Forse anche per questo ha spesso attinto dalle favole le sue opere. Il secondo disco di Bennato, nel 1974, si chiamava "Buoni e cattivi". Era logico omaggiarlo per questa primizia su uno slogan di divisione che ha portato tanta fortuna a Vasco. Edoardo ha cantato per primo anche le paure dei problemi che sarebbero arrivati da Bagdad. Ha cantato l'amore, le isole che non ci sono e il falso amore delle guerre per la pace. La sua coerenza artistica lo ha portato a non occuparsi mai di denaro o gestione. Ma solo di fantasie.

Pagina 5 - Marilyn Manson e "Bowling a Columbine"
Edoardo Bennato canta "Stop America", ma come può fermarsi un'America, intesa come Stati Uniti, che si sente di dover gestire l'intero mondo, mai complicato e diviso come oggi. Paradossalmente in un momento in cui lo comunicazioni lo uniscono. Il problema degli Stati Uniti sono legati ad una sorta di legalizzazione della violenza, cominciata con le epopee del Far West, la schiavitù dei neri, la guerra di secessione, quella del Vietnam e quelle attuali. C'è la violenza per il dominio del mondo, fatta attraverso le multinazionali, in nome del controllo e del guadagno. C'è infine la violenza interna, dovuta tecnicamente alla grande diffusione di armi e psicologicamente ad un DNA sviluppato dalle varie generazioni. Negli anni '50, ad esempio, quando i dirigenti di oggi erano bambini, la TV mandava in onda una serie infinita di spot dove si pubblicizzavano tutti i tipi di armi. Erano di una violenza martellante, quasi ipnotica. Ne ripropongo alcuni, prima di mostrare due spezzoni tratti dal film "Bowling a Columbine", con cui Michael Moore ha vinto l'Oscar. Per scaricare le coscienze, ci vuole sempre un mostro. Ed eccolo servito: Marilyn Manson. E' la sua musica quella che ascoltano tutti i ragazzi che diventano assassini. L'ho incontrato per un'intervista e ne abbiamo parlato. Era una strana situazione. Quando i discografici mi hanno detto che non amava le luci forti, io le ho spente tutte e ho fatto portare un candelabro. Tutti hanno pensato che ero pazzo, perché la qualità delle immagini non sarebbe stata fedele e la telecamera avrebbe sgranato un'immagine comunque buia. Quando è arrivato, Marilyn non credeva ai suoi occhi (di cui uno bianco) ed era felicissimo dell'esperimento a lume di candela.

Pagina 6 - Miti della Musica
Tanti sostengono che la cultura, l'arte e la musica sono le uniche vere armi per cambiare il mondo. Ma ci sono spazi per fare cultura, per coltivare l'arte e ascoltare la musica? No. Per questo, grazie alla collaborazione con la Volkswagen, che ha finanziato il progetto, da un anno esiste Miti della Musica. Abbiamo dato spazio ad artisti e gruppi emergenti in eventi, che sono culminati al Motorshow di Bologna. Abbiamo fatto un casting al Roxy Bar, dove siamo riusciti a far suonare ben 140 gruppi in 4 giorni. Il tutto è stato ripreso e è trasmesso da un anno nel programma "Cosa succede in città" su Jimmy (SKY). Lì trasmettiamo anche videoclip di artisti emergenti, a cui televisioni che fanno musica 24 ore su 24 non danno spazio. Da adesso, ogni mese, Miti della Musica avrà un palcoscenico anche in questo DVD. Qui, sono di scena Audiorama, Ex Presidenti e Punto G.

Pagina 7 - Andrea Pazienza
Roxy Bar, quando andava in onda in TV, ha sempre dato spazio all'arte. Il fumetto è, ingiustamente, considerato un'arte di serie B. L'ultima icona del fumetto italiano è stata Andrea Pazienza. Hanno fatto anche un film su di lui, "Paz", che è stato criticato dagli amici che lo conoscevano quand'era in vita. Andrea è morto il 16 giugno 1988, del male che lo aveva afflitto in vita, la droga. Di lui esistono pochissime immagini video. Io non ne ho mai viste. Ho incontrato Andrea nel novembre 1984 a Lucca Comix. Ci conoscevamo perché lui disegnava ascoltando il mio programma "Progressive Music" in una radio bolognese. Avevo con me una telecamera e lui mi ha disegnato così, in una caricatura. Abbiamo passato la serata insieme e, il giorno dopo, gli ho chiesto di seguirmi fuori dal palasport. Eravamo noi due soli. Quando ho acceso la telecamera, ho documentato uno sfogo struggente: stava vivendo il dramma dell'abbandono al suo culmine, avendo appena scoperto che la donna che amava si era messa con un suo amico. Ha anche disegnato questo suo sentimento. E ha cantato un po' di "Alba chiara" di Vasco Rossi. E' un filmato che non ho mai trasmesso, forse perché non ritenevo che la televisione potesse dare spazio a documenti come questo.

Pagina 8 - "L'anima di un uomo" e John Mayall
Il Blues è stata la musica che ha generato quasi tutto quello che ascoltiamo oggi, soprattutto il rock. I Bluesmen erano personaggi straordinari. Martin Scorzese ha reso un grande omaggio al Blues. Ha chiesto a vari registi di fare dei film sui personaggi di questa musica. Ne è uscita una serie di documenti straordinari, che è reperibile anche su DVD imperdibili. Il primo ad aderire è stato Wim Wenders, lo stesso che aveva immortalato la musica tradizionale cubana in "Buena vista Social Club". Wenders ha diretto "L'anima di un uomo", dove ha raccontato la storia di tre Bluesmen: Blind Willie Johnson, Skip Spence e J.B. Lenoir, tutti accomunati da una vita sfortunata e da una grande anima Blues. I buoni perdono quasi sempre, per la massa, anche se vincono a livello individuale. Nel film, è impressionante come Wenders abbia ricostruito gli scenari e adattato le riprese agli anni '20. Il grande idolo Blues di Wenders è J.B. Lenoir. Lo ha scoperto grazie alla canzone "The death of J.B. Lenoir", che John Mayall scrisse quando apprese della sua morte, avvenuta dopo un incidente nel 1967. Il brano era nell'album "Crusade", dove Mayall (nel cui gruppo hanno suonato chitarristi come Eric Clapton, Peter Green e Mick Taylor) interpretava classici del Blues per lanciare una crociata in favore di questi vecchi Bluesmen che vivevano in povertà, pur avendo composto e suonato vere perle musicali. Quando ho intervistato John Mayall, gli ho domandato anche di "Crusade" e di Lenoir.

Pagina 9 - Alberto Granado racconta Che Guevara
L'evento cinematografica dell'anno scorso è stato "Diario della motocicletta", film tratto dal libro dove Che Guevara raccontava il viaggio in motocicletta, fatto con l'amico Alberto Granado. I due, giovanissimi, attraversarono e percorsero tutta l'America Latina. Lì maturò la coscienza sociale del Che, che rimase impressionato dalle ingiustizie e dalla povertà di tanti popoli, sfruttati e massacrati. Il film ha ottenuto un successo che ha sorpreso tutti. Ho incontrato Alberto Granado nel febbraio 2001, quando venne a trovarmi negli studi del programma "Help". Era disarmante per la sua calma e lucida determinazione, che lo aveva spinto nella vita a seguire il suo amico Che a Cuba, per continuare la sua professione di medico... medico che ha come scopo quello di guarire i pazienti e non quello di fare commercio di medicine. Alla luce del successo del film, oggi questa intervista diventa ancora più importante.

Pagina 10 - La Canzone: Gerardo Alfonso "Son los sueños todavia"
Ogni mese, è importante dare spazio ad una canzone, che merita di essere incorniciata. Ed era logico, per me, iniziare con "Son los sueños todavia", di Gerardo Alfonso, dedicata proprio a Che Guevara. Ho scoperto questa canzone nel luglio 1997, al Festival Internazionale della Gioventù a L'Avana. Era l'anno dedicato al Guerrigliero Eroico e Gerardo aveva composto questo inno, che era cantato dovunque. E' un vero capolavoro. Una di quelle canzoni che sono nella storia. Ho conosciuto Gerardo quando registrai due puntate del Roxy Bar a Cuba. Da allora siamo diventati amici. Quando Gerardo è venuto in Italia, abbiamo registrato una sua esibizione al Roxy Bar e naturalmente non poteva mancare questo suo brano.

Pagina 11 - Grazie, al prossimo mese
Il primo grazie va a chi ha creduto in questo progetto rivoluzionario, Marco Duradoni, e a tutti quelli che lo hanno realizzato insieme a me. Grazie alle case discografiche e ai discografici che mi hanno aiutato. Grazie anche a quelli che non lo hanno fatto, perché so che capiranno il senso di questo magazine in DVD. Come sempre, grazie alla Engel e ai prodotti B e C che aiutano tante persone, non solo me, ad avere una salute "naturale".
Nel DVD del prossimo mese ci sarà la seconda parte dell'intervista a Vasco Rossi. Si parlerà del senso della vita. Ci dovrebbero essere i Nomadi, i Duran Duran. La straordinaria intervista al pittore William Congdon. Bob Geldof e tutto il progetto Live Aid... Poi, è impossibile prevedere. Anche perché questa è un po' una fanzine, che nasce sul momento.
L'ultimo grazie, quello più importante, va proprio a te, che hai creduto in questo progetto completamente nuovo e fuori da tutti gli schemi e regole.
Ci rivediamo il prossimo mese.
Nel frattempo, possiamo rimanere in contatto attraverso il sito www.roxyweb.it. Aspetto tuoi commenti e consigli su questo DVD.
Ciao

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