ROxyBar by Red ronnie
Maldive
SABATO 8.11 JULIA BAIRD, SORELLA DI JOHN LENNON, VISITERà ROCK'N'MUSIC PLANET IN PIAZZA DUOMO A MILANO. RED RONNIE LA INTERVISTERà POI NELLO SPAZIO DEL ROXY BAR
05 Novembre 2008 - ore 23.15   

   Julia, figlia della mamma di John Lennon, ha appena scritto il libro IMAGINE THIS, Io e mio fratello John Lennon, dove racconta un inedito John e descrive il dolore per la perdita prematura della mamma che ha condizionato loro la vita.
Red, verso le 13 di sabato prossimo, condurrà Julia a visitare la mostra Rock'n'Music Planet, soprattutto i preziosi documenti del fratello. Poi, nello spazio di ingresso, sul palco del Roxy Bar, la intervisterà pubblicamente, per quelli che riusciranno ad entrare. Lo spazio infatti è limitato. Conviene quindi arrivare presto e magari godersi anche la visita e le emozioni di Julia all'interno della mostra.

Per ulteriori informazioni, ecco qui sotto la scheda del libro, pubblicato in Italia da Giulio Perrone Editore


IMAGINE THIS
Io e mio fratello JOHN LENNON
di Julia Baird


“Avevo perso mia madre per la seconda volta. La prima avevo cinque anni. E ora ne avevo diciassette. Mi fece molto male. Proprio quando avevo iniziato a ricostruire un rapporto con lei era morta. Eravamo riusciti a recuperare tante cose negli ultimi anni. C’era un bel feeling tra di noi. Andavamo d’accordo.”
John Lennon


SOGGETTO

“Mi hanno derubato. Me lo hanno portato via. Non mi permettono di tenerlo con me. Ma io me lo riprenderò.”

Sulla vita di John Lennon tutti hanno scritto. Mentendo, esagerando, cercando di ricostruire i tasselli di un’esistenza d’eccezione che da sempre sfugge al controllo e alla codificazione. Un’esperienza, quella biografica di John Lennon e più in generale quella dei Beatles che ha cambiato per sempre il profilo del nostro tempo. Quello che ora Julia Baird, sorella di John, ci dà la possibilità di conoscere è forse la parte più intima e importante della vita di ogni essere umano: la verità sull’infanzia e sulla formazione. La famiglia di provenienza, il background che forma lo spirito e la sensibilità degli uomini e che marchia a fondo il loro destino. E per la prima volta, in esclusiva in IMAGINE THIS. Io e mio fratello JOHN LENNON Julia Baird dà voce alla verità, l’unica perché condivisa, della loro famiglia. Sui retroscena mai rivelati della loro educazione e formazione, dei drammi che si trovarono a condividere e che li segnarono per sempre. E tra le pagine sconvolgenti e privatissime di questo libro emerge la figura tragica eppure luminosa di Julia Stanley, la loro madre. Julia, la bellissima e anticonformista mamma di John e Julia. Julia che pagò per la sua liberà più di chiunque altro, allontanata e ripudiata dalla famiglia. Julia, penultima di cinque figlie, crebbe in una famiglia strettamente conservatrice della benestante middle class di Liverpool, che la portò, per ribellione o forse per sopravvivenza, a sviluppare uno spirito libero e sognatore che mal si accostava al perbenismo cieco e violento dell’educazione paterna. Julia conobbe Alf Lennon a Sefton Park, quattordicenne lei e quindicenne lui, e l’amore tra i giovani fu categoricamente osteggiato dal padre George. Ma erano forti e certi del loro amore e il 3 dicembre del 1938 al Municipio di Mount Pleasant, lo stesso dove ventiquattro anni dopo John sposerà Cynthia, Alf Lennon e Julia Stanley si unirono in matrimonio senza che fosse presente nemmeno un parente di Julia. La famiglia di Julia non accettò mai la presenza di Alf, orfano e senza formazione, e da quel momento Julia tornò a vivere a casa del padre nel distretto cittadino di Penny Lane – al numero 9 di New Castle Road (quella che fu anche la prima casa di John), e Alf si imbarcò come steward su una lussuosa nave da crociera e fece ritorno solo tre mesi dopo. Il primo di una serie di lunghissimi addii. In ogni modo dalla famiglia di Julia la coppia fu sempre trattata alla stregua di intoccabili. Banditi da ogni considerazione. Quando il 9 ottobre 1940 John Lennon venne alla luce all’ospedale di Oxford Street il padre era ancora in mare e la prima persona a vedere il piccolo fu Mimi, sorella maggiore di Julia. Durante l’anno successivo Julia non ebbe più notizie di Alf e quando un giorno si recò all’apostolato del mare per avere notizie del marito le dissero che aveva abbandonato la nave ed era scomparso. Julia e John erano soli e privati anche del modesto contributo economico che inviava loro Alf. Il marito riapparve solo nel 1943, John aveva due anni e mezzo e non aveva mai visto suo padre. Alf restò con loro per un brevissimo tempo e si rimbarcò in mare. Nel frattempo Julia per sostenere lei e il piccolo trovò lavoro in un cinema di Liverpool e nell’inverno del 1944 conobbe un giovane soldato gallese in licenza e ebbe una breve relazione con lui. Rimase incinta e questo portò alla definitiva tragica rottura con la famiglia. Da questo momento Julia fu bandita da ogni forma di considerazione e rispetto. Una donna sposata con un figlio piccolo non poteva avere il diritto di innamorarsi nuovamente anche se il legittimo sposo era scomparso e negli ultimi sei anni era stato con la moglie e il figlio non più di due settimane. Julia fu costretta ad abbandonare la bambina che nacque da quell’unione clandestina, la sorella di Julia, Jackie e John, Victoria Elizabeth venne alla luce nel giugno del 1945. Fu affidata all’orfanotrofio dell’Esercito della salvezza, e solo moltissimo tempo dopo Julia e John seppero della sua esistenza. A Julia non fu permesso di tenerla con sé che qualche giorno. Aveva nuovamente macchiato il nome della famiglia, la giusta punizione per questo era il ripudio, categorico. E fu proprio durante la seconda gravidanza della madre che il piccolo John iniziò a vivere a casa di Mimi, la sorella maggiore di Julia al 251 di Menlove Avenue, quella che resterà la casa in cui visse fino ai diciassette anni, brutalmente strappato all’amore e alle cure materne. Qualche tempo dopo, Julia, ripresasi dalla gravidanza prese il piccolo con sé e tornarono alla casa paterna di Penny Lane. Julia lavorava part time in un locale e qui qualche tempo dopo conobbe il giovane John Albert Dykins, quello che diventerà il padre delle due sorelle di John: Julia e Jackie. I giovani si innamorarono e ancora una volta la famiglia si oppose furiosamente a questa unione. Julia era pur sempre una donna sposata. John Albert venne ammesso in casa del padre di Julia solo molto tempo dopo, nel 1946 quando videro che l’uomo era davvero intenzionato a prendersi cura di Julia e del piccolo John. Ma quando si prospettò la possibilità per Julia di andare a vivere con John Albert e il piccolo John in una casa tutta loro, la famiglia nuovamente si oppose giudicando immorale il fatto che un bambino crescesse con una coppia non sposata e il piccolo John fu affidato alle cure di Mimi e strappato nuovamente a Julia che ora per la seconda volta si trovava a vivere il dramma di una maternità negata. Julia provò a opporsi con tutte le sue forze ma la resistenza della famiglia fu irremovibile. Da quel momento in poi, per tutta la sua vita Julia dovette recarsi a casa della sorella per avere il permesso di vedere suo figlio. E questo fu il dramma della sua vita così come lo fu di quella di John, che amava la madre disperatamente. Julia e John Albert vivevano in una piccola casa nel distretto di Springwood con le due bimbe che erano nate dalla loro unione, Julia e Jackie, e John abitava a Menlove Avenue con Mimi e il marito George. Le due case distavano poche miglia ma a Julia non fu mai consentito di veder il figlio senza il premesso e se non in presenza di Mimi. Spesso Julia tornava a casa in lacrime, sconvolta, perché la sorella non le aveva aperto la porta e aveva potuto vedere John solo dietro il vetro di una finestra. Le cose migliorano solo per l’ostinazione di John che voleva in ogni modo vivere e vedere la madre e quando ebbe un po’ più di libertà, intorno ai dodici anni iniziò a recarsi a Springwood segretamente, quasi ogni giorno. Molto spesso saltando la scuola. In questo modo il rapporto tenerissimo e profondo d’amore tra madre e figlio riuscì a trovare nuova linfa e John potè amare, essere amato e conoscere la verità profonda di sua madre. Julia amava la musica e l’arte. Era una donna bellissima, allegra, piena di cure. Aveva uno straordinario talento. Fu lei ad insegnare a John a leggere la musica, a suonare il pianoforte e il banjo, a incoraggiare fin dall’inizio la sua vocazione musicale. Fu lei che appoggiò e seguì la nascita del primo gruppo di John, i Quarry Men, il nucleo di quelli che sarebbero diventati i Beatles, e fu nel bagno e nel salotto di Springwood che pochi anni dopo i giovani facevano le loro prime prove, neanche quattordicenni. Paul McCartney e gli altri erano di casa a Springwood, amavano Julia e lei li considerava come figli. Julia e Jackie, le sorelline, vedevano in John il fratello maggiore che gli era stato sottratto, non riuscivano a spiegarsi perché non potessero vivere insieme, perché John era costretto ogni giorno ad abbandonare nuovamente loro e la madre. I momenti in cui erano tutti insieme nel piccolo salotto di Springwood a cantare e suonare per ore furono i più belli e indimenticabili della loro infanzia. Lo stesso fu per John. Nel giro di qualche anno i Quarry Men iniziarono a farsi un certo nome a Liverpool e arrivarono i primi concerti. John aveva sedici anni e ormai godeva di una certa libertà che gli permetteva di vedere la madre e le sorelle ancora più regolarmente. Stavano iniziando a diventare una vera famiglia, ma ancora non potevano vivere sotto lo stesso tetto. Fino a quel terribile 15 luglio 1958, che cambiò tutto per sempre. Julia si era recata come quasi ogni giorno a casa di Mimi per potere vedere John, erano stati un po’ insieme e poi John era uscito prima per recarsi intanto a Springwood. Julia si era trattenuta ancora un po’ a parlare con la sorella. Li avrebbe raggiunti a casa per cena. Ma la vita di Julia Stanley si spezzò a pochi metri dalla porta della casa. Morì all’istante, investita da un’auto, mentre i suoi figli la stavano aspettando insieme per cenare. Fu l’inizio di un incubo che non ebbe mai fine. La famiglia era perduta per sempre.
Dalla morte della madre John continuò a vivere con Mimi, mentre Julia e Jackie furono affidate a Harrie la sorella minore di Julia che le fece sentire costantemente intruse, non appartenenti alla famiglia, reiette. Il padre non poteva occuparsi di loro e, perduta la madre, per i figli di Julia si prospettò lo stesso tragico destino di orfani e sradicati. Figli totalmente privati di amore, orfani di un destino tragicamente crudele. John iniziò ad andare al college e lì conobbe Cynthia, il primo grande amore della sua vita che sposerà qualche anno dopo nello stesso municipio in cui i suoi genitori si erano sposati nel 1938. I Beatles diventavano sempre più importanti e gli inganni erano numerosi e costanti. Erano i primi anni ’60. A ottobre del 1961 John compì ventun anni, nel 1962 sposò Cynthia e i Beatles incisero il loro primo singolo Love me do. Stava esplodendo la Beatlesmania, il fenomeno che cambiò per sempre la storia della musica. Il piccolo Julian nacque l’8 aprile del 1963 mentre John era in tournée nel sud dell’Inghilterra e in un primo momento Cynthia e il piccolo Julian furono ospitati nella casa di Mimi. Ogni volta che tornava a Liverpool John cercava di veder Julia e Jackie e di prendersi cura di Cynthia e del piccolo Julian. Loro quattro erano la sua unica famiglia. Nel 1964 il successo dei Beatles divenne planetario, era la loro prima tournée negli States. John era quasi sempre via ma ora poteva permettersi una bella casa per Cynthia e per il piccolo e comprarono insieme Kenwood, una casa a Weybridge, dove di tanto in tanto si riunivano con Julia e Jackie. I Beatles erano celebrità, la vita di John era un’accelerazione velocissima verso la consacrazione eterna. Nel 1966 John incontrò quella che sarebbe stato l’altra donna fondamentale della sua vita, l’artista concettuale Joko Ono. Cynthia il primo amore, la giovane studentessa d’arte che gli era stata vicino nel momento più doloroso della perdita della madre e che gli aveva dato il primo figlio, stava lentamente uscendo dalla sua vita. L’America era sconvolta da una guerra sporca e sanguinosissima, quella del Vietnam e le contestazioni negli atenei universitari si infiammarono come mai era successo prima. La coscienza civile del paese subì un’accelerata di portata rivoluzionaria. John era al centro di questa rivoluzione. Il 20 marzo del 1969 John e Joko si sosarono.
La loro luna di miele fu il celeberrimo bed-in pacifista di protesta contro la guerra del Vietnam, e quello fu anche l’anno di Give peace a chance cantata da mezzo milione di persone alla più grande manifestazione pacifista del secolo, quella del 1969 al Washington Monument. John viveva ormai negli Stati Uniti e i rapporti con Julia e Jackie erano sporadici e lontani. John era al centro del mondo ma non dimenticava. Stava cercando con Yoko di ricostruire un nucleo famigliare. Fino a quel giorno del 1975, in cui chiamò a casa, a Liverpool, in Inghilterra. Doveva sentire le sue sorelle, doveva recuperare il tempo perduto, la lontananza, gli smarrimenti e le fragilità di una vita di eccezione che l’avevano portato sì al centro del mondo ma lontano dal suo cuore, dall’origine di sé e della sua storia. John aveva voglia di tornare a casa. E la sua casa erano anche Julia e Jackie. Liverpool. Da quel momento in poi John e Julia continuarono a sentirsi regolarmente e quando il 9 ottobre del 1975, giorno del trentacinquesimo compleanno di John, nacque il suo secondogenito Sean, John scrisse una lunga lettera in cui le raccontava le sue emozioni e preoccupazioni di padre. In una nuova lettera del 1979 John scrisse ancora dicendo che sarebbe voluto davvero tornare a casa: - Ho dato tutto me stesso a Yoko, è ora che riveda la mia famiglia. – Forse era davvero arrivato il tempo in cui la famiglia poteva riunirsi. Come prima di quel terribile 15 luglio del 1958 in cui tutto si era dissolto. Sarebbe tornato con Yoko e Sean entro pochi mesi. L’8 dicembre del 1980 fu assassinato a New York a colpi di rivoltella da un fan Mark David Chapman.
Julia Baird con voce toccante, puntuale, commuovente ci regala pagine indimenticabili e privatissime del destino di un uomo d’eccezione. I dolori, le gioie, la forza di un passato che torna a parlare ancora del nostro presente, di noi, tutti. La magia di una voce che non si può dimenticare. La verità su John Lennon, suo fratello.



AUTORE
Julia Baird è nata a Liverpool nel 1947. È la figlia di Julia, madre anche di John Lennon, e del suo compagno Bobby. Laureata in Scienze della Formazione, ha iniziato a lavorare come insegnante di francese e inglese e poi, per quindici anni, si è dedicata all’insegnamento di sostegno per adolescenti emarginati. Julia vive con il suo compagno Roger, ha tre figli grandi ed è appena diventata nonna. Attualmente dirige i tour della città organizzati dal Cavern.


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